una collaborazione di Bayerische
Staatsgemäldesammlungen
e
Istituto
di Storia dell'Arte
Ludwig-Maximilians-Universität
München
Ulrich Loth (Monaco di Baviera,
1599 - 1662) fu per alcune decine di anni il più importante pittore
bavarese. Fu stimato pittore di corte per Massimiliano I, ma si dimise
per poter andare incontro alle crescenti richieste di committenti privati.
Suoi dipinti adornano le più importanti chiese di Monaco e dintorni,
dove svolsero un importante ruolo nella "barocchizzazione" operata durante
il regno di Massimiliano I.
Formatosi proprio a Monaco presso la bottega tardo-manierista di Peter
Candid, Loth ebbe la possibilità, durante un soggiorno in Italia durato
tre anni, di conoscere e studiare le più moderne correnti artistiche
dell'epoca. Qui pose le basi per quell'eclettismo, che è la cifra più
peculiare della sua personalità artistica. Da Roma rientrò a Monaco
infatti soprattutto impregnato delle idee del caravaggismo, di cui fu
il primo rappresentante attivo nella Germania meridionale. In sintonia
con il suo tempo si confrontò però anche con le composizioni di Rubens,
che rappresentarono per tutto l'arco della sua carriera una solida fonte
di ispirazione.

Figlio d'arte e padre del "veneziano" Carlotto, Ulrich Loth visse la
sua carriera artistica quasi interamente durante la Guerra dei Trent'Anni,
di cui Massimiliano I fu uno dei maggiori attori di parte cattolica.
Proprio della temperie controriformistica risulta specchio fedele l'intera
opera di Loth - dalle grandi pale d'altare, ai cicli per le residenze
dei Wittelsbach, alle commesse private - in cui predominano in maniera
quasi assoluta le tematiche religiose.
Per la prima volta l'opera di
Ulrich Loth sarà presentata quasi al completo, "allicchirita"
per l'occasione, presso la Alte Pinakothek: le splendide enormi pale
d'altare, i grandi cicli delle residenze dei Wittelsbach, i toccanti,
talvolta minuscoli dipinti devozionali.


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